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Palazzo dei Lanfogti

Il Centro ha sede nella Casa Baggio, lo storico Palazzo dei Landfogti di Malvaglia, frazione di Rongie, gentilmente messo a disposizione dalla Fondazione Palazzo e costituisce un riferimento di grande richiamo non solo per tutta la valle di Blenio e per l'intero Cantone, ma per la Svizzera e a livello internazionale.

"Un palazzo dei landfogti a Malvaglia? Così vorrebbe una tradizione radicata, che assegna alla solida, grande costruzione che si erge all’estremo limite settentrionale del paese, a poca distanza dal fiume Brenno e dalla massa rocciosa su cui sorge Ludiano, che chiude la vista verso i nuclei della valle del Sole. Se a qualcuno chiedi dove fosse il centro amministrativo del distretto Bleniese nel periodo di sudditanza svizzera, ti si risponde, ovviamente, Lottigna, con la sua bella casa tappezzata di stemmi di balivi. Cosa ci facevano i landfogti all’imbocco della valle, e perché mai avrebbero dovuto scegliere questo posto per insediarsi? Una risposta a questa domanda va forse ricercata nei precedenti secoli, nelle tracce – a volte assai labili – che la storia lascia dietro di sé e che ci forniscono una pista di interpretazione.

Che la piccola frazione di Rongie possa avere avuto, nei secoli passati, un ruolo importante nel contesto storico, sociale e amministrativo della valle di Blenio, è un’ipotesi che gli storici possono sostenere con buoni argomenti. Qui, nel Medioevo, giungevano infatti da meridione i carri con le merci che dovevano essere trasbordate su bestie da soma per affrontare un percorso accidentato: su muli o cavalli, i fardelli attraversavano il ponte sul Brenno e iniziavano la lenta, faticosa salita lungo la carrale che, facendosi largo tra i massi a fianco del fiume, saliva verso la piana di Ludiano e si dirigeva verso la chiesetta di Motto. Non è affatto un caso che attorno al paese vigilassero numerose strutture fortificate: una torretta (il nome di luogo persiste a Rongie) , un castello tra i massi della Ganna di Ludiano (già ridotto a rudere nel Trecento, a quanto pare) – per non parlare dell’austero castello di Serravalle, situato a poche centinaia di metri verso occidente.

Rongie è una stazione di transito, la prima che il viaggiatore incontrava sulla via che conduceva ai territori retici, e probabilmente uno dei luoghi più importanti di tutta la valle per i compiti di sorveglianza sul transito di persone e per l’organizzazione dei trasporti.

Alla torretta di Rongie sono state trovate migliaia di monete dell’età romana: possiamo pensare che già nell’antichità si percepivano tasse sul passaggio lungo la via del Lucomagno.

E’ certo che, all’indomani della distruzione, per opera dei bleniesi insorti, del castello di Serravalle (1402), il dominio milanese dei Visconti e degli Sforza scelse questo nucleo per insediarvi il rappresentante del regime centrale, il vicario ducale. Per buona parte del Quattrocento Rongie è la sede amministrativa del governo milanese, ed è assai verosimile che il magistrato risiedesse, con i suoi collaboratori, in una costruzione adeguata le cui dimensioni e le cui caratteristiche ci sono per il momento ignote, ma che si differenziavano rispetto alle abitazioni. Nel 1467 una spedizione militare di Leventinesi e Urani si diresse contro questo villaggio, uccidendo – nel corso di una breve battaglia sinora sconosciuta – una dozzina di persone che erano rimaste a presidiare la valle. Anche questo non sembra un caso: si colpiva di preferenza i centri nevralgici.

Non è dunque fuori luogo pensare che, al momento in cui le truppe confederate occupano definitivamente la valle nel 1495, la scelta della sede del nostro governo – dove si potevano istallare le magistrature, dove v’erano spazi per piccoli presidi militari, per cancellieri e altri aiutanti – cadesse nel medesimo luogo dove per diversi decenni si era concentrata la vita pubblica della valle ambrosiana. Solo all’inizio del sec. XVII, per motivi ignoti, il capoluogo amministrativo venne trasferito più a nord, a Lottigna.

Spetterà alla Fondazione, tramite un’indagine storica affidata a specialisti, verificare la fondatezza di questa ipotesi, e, soprattutto, a provare la persistenza secolare, tra le mura di questo bel Palazzo, di un centro amministrativo, giudiziario e politico. Così facendo la Fondazione presterà un servizio non solo alla valle di Blenio, ma all’intero Ticino.

(Giuseppe Chiesi, direttore ufficio monumenti storici; tratto dalla brochure della Fondazione Palazzo)

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